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I GIOVANI DI OGGI SONO PIU’ VIOLENTI. È solo colpa dei Media?

Dott.ssa Anna Maria Gentile -Libero professionista in ambito clinico e giuridico.

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I GIOVANI DI OGGI SONO PIU’ VIOLENTI. È solo colpa dei Media?

I Mass-media sono tutti mezzi attraverso i quali i giovani vengono esposti ad una grande quantità di stimoli, e non stiamo parlando solo di televisione, parliamo dei video e delle immagini che girano senza alcun filtro su Facebook, Yutube, senza dimenticare i videogame che simulano lotte, guerre, ecc.
I giovani un po’ per noia, un po’ per divertimento, un po’ per curiosità passano molto tempo su internet a guardare video e filmati che incitano alla violenza, alla emulazione, a comportamenti pericolosi senza nessuna conseguenza per le azioni agite.
Analizzando le tappe evolutive di un individuo, l’adolescente si trova in una fase in cui sta sviluppando il pensiero critico e sottolineo “STA SVILUPPANDO” quindi ciò significa che le aree celebrali non sono ancora adeguatamente mature nella capacità di giudizio, possiede limitate risorse cognitive nell’affrontare tutte questi messaggi mediatici senza alcun filtro.

Ma la causa della violenza nei giovani non è solamente da attribuire ai mass media, vi sono diversi fattori di rischio che entrano in gioco.

Ecco quali:
– La carenza o inadeguatezza educativa nel contesto familiare: inadeguatezza nelle regole, negligenza, violenza subita o assistita ecc.
– Appartenenza a gruppi amicali devianti
– Carenza delle strutture extrascolastiche
– Abbandono scolastico

COSA FARE PER RIDURRE QUESTO FENOMENO?

– Innanzitutto fin dall’infanzia i genitori dovrebbero lavorare nello sviluppo emotivo legato alla gestione della frustrazione nei figli.
– Evitare che gli adolescenti si trovino ad affrontare situazioni che non sono in grado di gestire in maniera funzionale secondo il loro grado di maturità psicologica
– Creare uno spazio di dialogo, in cui poter parlare delle emozioni vissute in una data circostanza, legittimando l’espressione di tutte le emozioni ma non delle azioni inadeguate e inappropriate:

si può provare rabbia (è un’emozione primaria) ma bisogna saperla gestire!

– Facilitare la riflessione delle conseguenze che le azioni possono avere
– Aiutare i giovani nel perseguire i loro obbiettivi, stimolarli nella realizzazione delle loro passioni
– Stabilire dei limiti di tempo nel guardare la TV, nello stare sul web e con i videogiochi, evitando quelli violenti
– Instaurare un rapporto di fiducia e di collaborazione con i docenti, in quanto i figli passano gran parte della loro giornata nel contesto scolastico e gli insegnanti rappresentano figure educative significative per lo sviluppo dei giovani
– Ascoltare, accogliere ed accettare il loro punto di vista e le loro esigenze, attuando delle risoluzioni basate sull’accettazione condivisa.

 

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