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QUALI SONO I RISCHI PSICOLOGICI DEL COVID?

Dott.ssa Anna Maria Gentile -Libero professionista in ambito clinico e giuridico.

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A seguito delle sempre più restrittive misure di prevenzione alla pandemia, la vita di tutti noi ha subito dei cambiamenti, anzi direi proprio stravolgimenti! Non avevamo mai sperimentato una reclusione nella propria casa! Non potevamo mai immaginato di rimanere chiusi in casa per più di 40 giorni. Nessun insegnante, tanto meno nessun alunno, di qualsiasi fascia di età, avrebbe mai pensato di fare didattica seduto a casa propria!
Quelle ore di scuola adesso si rimpiangono, perché in fondo erano anche scandite dalle chiacchiere, dallo scherzare o parlare con qualcun altro, in sostanza quelle ore erano fatte di relazioni sociali che il COVID ci ha negato… se desideri vedere un compagnetto perché ti manca, si fa una video-chiamata.. ma gli abbracci e i baci e giocare con lui? Niente quelli rimandati a tempi migliori!
Il lock-down ha portato gli insegnanti a lavorare, anche doppiamente, tra invio dei compiti, ricezione di questi, per poi rinviarli alle famiglie corretti, insomma tutti questi passaggi, già dispendiosi di tempo, si prolungano se si ci mette pure la connessione internet lenta o che non funziona! Perché tutti siamo collegati! Nella stessa famiglia c’è chi deve studiare e chi deve lavorare! Mentre una mamma o un papà si deve assicurare che i figli facciano i compiti da remoto, nel frattempo devono anche lavorare in smart-working.
Che stress!
Ma non è finita….
A ciò aggiungiamo nuclei familiari in crisi, dunque la convivenza forzata del Covid diventa ancor più forzata se fatta di liti, tensioni e maltrattamenti continui, con gravi ripercussioni sia nel deterioramento delle relazioni sia nella salute psicologica dei soggetti deboli che subiscono o assistono a tali violenze psicologiche; probabilmente rinchiusi in quattro mura di un appartamento di soli 45 mq.
Ma non è finita qui…
Mettiamoci nei panni di soggetti che soffrono di disturbi psichici che faticano nel quotidiano nel trovare un equilibrio psichico e che le restrizioni ministeriali non favoriscono la loro salute mentale.
Persone che hanno acutizzato disturbi di ansia, di depressione, di attacchi di panico o disturbi ossessivi-compulsivi, perché il Coronavirus fa paura! Perché i mass media ci dicono che è facilmente trasmissibile, perché si muore! Bombardati da numeri di vittime e da numeri di contagi.
Ed ancora….
Soggetti che hanno qualsiasi forma di patologia, ma non così grave da richiedere un intervento sanitario immediato, perché non a rischio di vita, ma comunque da curare, ma si sentono dire “per adesso l’ambulatorio riceve le urgenze”… sotto inteso tu non sei un caso urgente, devi aspettare, e allora ci si chiede ma quanto devo aspettare?… non si sa!
E poi…..
Ci sono quelle persone che hanno tratto benefici dalla quarantena, hanno avuto tempo da dedicare alla propria famiglia, magari di allargarla, di dedicare del tempo a quell’attività che si rimandava perché sempre troppo impegnati per farla. Insomma quelle persone che tutto sommato la quarantena se la sono goduta con relax e spensieratezza. Le giornate passano tra fare attività sportiva, guardare un film su Netflix, preparare torte, pizze e tanti altri manicaretti, passeggiare il cane o stare in giardino a prendere il sole, lavorare da casa secondo modalità e tempi confacenti. Queste persone non hanno sofferto la quarantena, ma più difficoltoso è stato per loro il ritorno alla normalità. In fondo a casa si sta bene dove c’è tutto quello di cui si ha bisogno. Dunque perché uscire? Ma si tratta di uno stato mentale che ha un nome: si chiama “sindrome della capanna”. (clicca e scopri di cosa si tratta)

Insomma non tutte le persone hanno vissuto la quarantena allo stesso modo.

 

Una risposta.

  1. Anna Maria Gentile ha detto:

    e tu come hai affrontato il periodo di quarantena? lascia un tuo commento

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