GESTIRE LE MIE EMOZIONI ATTRAVERSO L’AUTOREGOLAZIONE. ECCO COME FARE

Nel lavoro psicoterapeutico che svolgo con i miei pazienti spesso insegno loro come autoregolarsi.
MA COSA SOGNIFICA IMPARARE AD AUTOREGOLARSI?
L’autoregolazione è la capacità di una persona a gestire i propri livelli di attivazione fisiologica di fronte ad aventi stressanti.
Mi spiego meglio, immaginiamo che uno studente universitario deve affrontare un esame, si sentirà agitato, teso, in ansia. Questo stato emotivo si manifesta con un aumento dell’attività fisiologica, detta arousal, con aumento del battito cardiaco, sudorazione, tensione muscolare ecc.
Immaginiamo che lo studente affronti l’esame, lo supera, ma rimane a rimuginare sulla propria performance, ciò fa rimanere la persona in uno stato di iperattivazione nonostante la situazione stressogena si è conclusa.
Attraverso tecniche di autoregolazione emotiva che svolgo in seduta con il paziente, utilizzando lo strumento del biofeedback, il paziente impara a non farsi soverchiare dalle situazioni stressanti e dai pensieri rimuginativi che si presentano successivamente.
Attraverso la tecnica del biofeedback è possibile osservare, oggettivamente, alti livelli di arousal in pazienti che presentano disturbi psicologici quali ad esempio ansia, fobie, attacchi di panico, disturbo post-traumatico da stress, disturbi del sonno ecc.
Al contrario, può anche accadere di essere poco attivati dagli stimoli che ci circondano ed in questo caso si parla di ipoattivazione. In questi casi, la persona potrebbe sentirsi distaccata emotivamente dalla realtà e/o avere un basso tono dell’umore.
Alcuni consigli in caso di iper-attivazione:
1. cercare di comprendere cosa può aver scatenato l’iper-attivazione, analizzando la situazione, i pensieri e le emozioni provate;
2. distrarsi in modo consapevole e volontario, può comprendere fare esercizio fisico, camminare, ascoltare musica, cantare, guardare un film, fare parole crociate. Ciò significa allontanare il pensiero disturbante che scatena un disagio emotivo;
3. riconoscere e validare quello che stiamo provando, senza giudicarlo o minimizzando;
4. accettare il pensiero e poi lasciarlo andare;
5. praticare esercizi di rilassamento o praticare la respirazione lenta e costante;
6. Imparare a stare sul momento presente.
Alcune di queste tecniche sopraelencate fanno parte di una tecnica di meditazione, detta mindfulness, che consiglio spesso ai miei pazienti, i cui benefici risultano essere notevoli.
Ecco anche alcuni suggerimenti in caso di ipo-attivazione:
1. fare attività fisica per aumentare la frequenza cardiaca e contrastare la sonnolenza e l’intorpidimento;
2. Ritornare con la mente sul presente attraverso il nominare gli oggetti intorno a noi mentalmente o a voce alta;
3. utilizzare la tecnica del “tapping” ovvero del tamburellamento su parti del corpo.
Queste tecniche possono aiutare a gestire particolari momenti di stress, ma nei casi di ansia, depressione e altri disturbi è sempre necessario rivolgersi ad un professionista.